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Name: loredana di biase
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il blog ha un senso

se è un grido di protesta, un andare contro corrente, se è violento, se mira alla RIVOLUZIONE!

questo

non è un blog che cerca consensi Va in controtendenza Non mira agli inchini degli adulatori e si fa beffe del buongusto E' un controblog

DISOBBEDISCI

se vuoi mantenerti umano!

un tipo di dialogo

a tu per tu con un sintagma io dalle croste esplose lui sfuggito a un topo gli faccio assumimi in crema di parole ma sùbito si mette in riga con altri sintagmi toh un plotone d'esecuzione sparano ai miei nessi illogici

Bagnatevi le labbra

l ebbrezza di un diniego spalancato sull erba defecò sulle leggi della morale un saggio di estrusione non controllata

sipario

tutto quello che dico e mostro di me è falso La verità per quanto ne so non esiste

un invito alle CASE

CROLLATE IN MASSAAA!!!

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"La Letteratura

è un'idiozia...la posta che è in gioco è ben più importante che non l'arte di fare quadri o di scrivere versi: è in gioco il destino dell'uomo, la sua fortuna o la sua rovina sulla terra." (A.Rimbaud)

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per risparmiare non usero piu punteggiatura ne apostrofi ne accenti piu in la aboliro gli spazi tra le parole

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alla rabbia dell'ingiustizia non ho niente da far sapere

la democrazia

"è quel regime dei dominanti, nel quale il popolo/la stragrande maggioranza dei dominati/viene chiamato ogni tot anni ad eleggere i rappresentanti nella sfera politica di coloro che lo opprimono e sfruttano"(Lenin). Grazie Gian!

la giusta informazione

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bersi il cervello

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e lo sapevo che studiare linglese era tempo perso il tempo a imbottire panini il tempo a fottere la feccia dei fiaschi

DI QUESTO (Majakovskij)

Non vi darò la gioia di vedermi placato sotto un colpo. Né presto intonerete, dietro di me, il riposi in pace al mio talento. Mi avranno soltanto con un colpo alle spalle. ...

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Cassandra docet

˂˂alla radio il primo ministro francese François Fillon ha ammesso che "nessun piano di stimolo ci consentirà di evitare la crisi, nessuno sa quando ne usciremo"˃˃. (da agenzie di stampa). Un bravo di cuore; non è che si chieda tanto, solo un po’ di sincerità nell’ammettere che non ci si capisce nulla. Cosa impossibile con gli imbecilli di economisti ed esperti finanziari, che hanno di gran lunga superato ogni limite di ridicolo. Cacciamoli dalla Tv, dai giornali. Si inauguri una campagna di “dagli all’economista e all’esperto”, inseguiamoli con coltellacci e forconi, questi spudorati mentitori pagati a decine e centinaia di migliaia di dollari o euro per sparare immani cazzate. G.LaGrassa(RIPENSAREMARX)

eppure

Eppure sono convinto che questa volta, pur se non subito (come ben si sa: “Dio non paga il sabato”), questi criminali e i loro sostenitori, il cui senso di (in)civiltà è, da un punto di vista storico, alla frutta, pagheranno caro il loro delinquenziale comportamento. Non perché prevarrà nell’Umanità il senso di Giustizia e del Bene, ma semplicemente perché ho la netta sensazione che siano in marcia processi comportanti lo sprofondamento di questi farabutti; poi ne avremo altri – la storia “non finisce”, e continuerà non diversamente dai millenni passati – ma intanto chi ha oggi un’età “ragionevole” (purtroppo non chi scrive, maledizione!) si prenderà una bella soddisfazione. (Giellegi, da RIPENSARE MARX)

la mia stanza


è un regno
di poche parole
orfismi sofferenti
bave di ragno
protese
tra le sponde
dell'anima



il cuore delle cose

"...quel giungere al cuore delle cose, al centro arroventato della vita, superando insistenze ed inibizioni, senza perifrasi e giri inutili di parole, si trattasse di cose considerate basse e volgari (magari proibite) o di altre considerate sublimi e situandole tutte - come fa la Natura - sullo stesso piano..." (U.Saba, Ernesto)

IL CORAGGIO DI ESSERE

"per esserci bisogna inventarsi" "Iniziati e inventori di sé, nelle asimmetrie drammatiche che connettono il nostro mondo interno, quel teatro splendente e oscuro che ci agita, e il dramma incerto e magnetico del mondo, cerchiamo incessantemente di divenire la nostra possibilità e la nostra unicità." (Aldo Giorgio Gargani)

da soli con la verità

"Non ci sono più esseri umani, ci sono strane macchine che sbattono l'una contro l'altra. E noi, gli intellettuali, prendiamo l'orario ferroviario dell'anno scorso, o di dieci anni prima e poi diciamo: ma strano, ma questi due treni non passano lì, e come mai sono andati a fracassarsi in quel modo? O il macchinista è impazzito o è un criminale isolato o c'è un complotto. Soprattutto il complotto ci fa delirare. Ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità. (P.P.Pasolini)

melanconia di genere

Se sono una donna al punto da non aver mai amato un'altra, sia l'aggressione che la vergogna sono rinchiuse in quel "mai", quell'"assolutamente no", che suggerisce che, qualunque sia il mio genere, esso è minacciato fondamentalmente dalla restituzione dell'amore reso impensabile da quel "mai" difensivo.(Adam Phillips)

una forma di amore

sì, ti amo, e a te che importa?

come la seta

se un raggio di luce cattura il pulviscolo tante volte ho stretto in mano un tenace volere ma ti possiedo come nel pugno quando si apre come nel letto quando la seta scivola

BELLEZZA

Noi sereni e semplici o cupi e acidi, noi puri e candidi o un po' colpevoli per voglie che ardono: noi cerchiamo la bellezza ovunque. E noi compresi e amabili o offesi e succubi di demoni e lupi, noi forti e abili o spenti all'angolo: noi cerchiamo la bellezza ovunque. E passiamo spesso il tempo così, senza utilità (quella che piace a voi) senza utilità (perché non serve a noi) (Marlene Kuntz)

libere espressioni

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http://arte24.ning.com/

la mia pagina su

expoart

primavera spartachista

www.freewebs.com/amicidispartaco/

le note sparse

le note sparse

chiare, fresche e dolci acque

Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L?acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L?acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca. (tratto da "guerrillaradio - commenti)

il " non allineato"

è un pazzo criminale(Milosevic, Hussein...);di esso se ne dà una lettura psicologico-patologica, per coprire le reali responsabilità della comunità internazionale (http://www.ripensaremarx.splinder.com/)

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Europa? No, grazie

l'"establishment" dei Padroni dei padroni si fonda sul futuro dei mercati, non su quello dei cittadini europei

"L'Utopia della realtà"

"Che si discutano i problemi del potere che si parli del concetto d'autorità; che ci si appelli ai principi democratici su cui si fonda la nuova psichiatria; che si denomini l'istituzione una comunità terapeutica; che si definisca sociale il nuovo indirizzo psichiatrico solo perché serve come strumento di controllo a favore del sistema; ciò significa semplicemente che una nuova cornice è stata applicata su un vecchio gioco di cui si conoscono le mosse e le finalità. L'istituzione tollerante, l'altra faccia adialettica dell'istituzione violenta, rivela qui nella sua gigantesca efficienza artificiosa, la sua funzione di copertura di un'efficienza sostanziale e intenzionale. Affrontare i problemi reali significa mettere in discussione tutta la realtà. Ma in questo nostro sistema sociale i tecnici - in ogni settore - continuano ad accettare il ruolo di promotori di nuove ideologie che producano problemi artificiosi cui dedicarsi, perché la realtà continui ad apparire immodificabile a chi la subisce". (FRANCO BASAGLIA, 1969)

AGLI SPARTACHISTI (di Caterina Caridi)

A voi che vi rapportate agli angeli rimossi di questa falsa storia: l'onore della Rosa, l'onore della lotta. Voi svegli e attenti, sondate il terreno, misurate i passi prima che arrivi il tempo della censura!

Archivio

sulla ricchezza

" Tutto ciò che ha un prezzo non ha valore "(Nietzsche).

rileggere Orwell


mediante una menzogna che arriva sempre prima della verità, il Bispensiero elimina ogni scoglio al funzionamento della morale imposta.

la scuola scoppia

Aboliamo la scuola di Stato! creiamo una controscuola! CHE MILLE CONTROSCUOLE GAREGGINO!

un'idea bizzarra

l'uomo si meraviglia, la donna è. (Geneviève Fraisse, La differenza tra i sessi)

rubare ai poveri per dare ai ricchi

"LE BANCHE CENTRALI IMMETTONO LIQUIDITA' NEL MERCATO. Che caspita vorrà dire?" Me l'ha spiegato Maria Turchetto nel blog RIPENSARE MARX

chi fa la storia

coloro che hanno detto di no (P.P.Pasolini)

diventare se stessi

"Quando tutto è silenzio intorno a noi, tutto è solenne come una notte piena di stelle, quando l'anima si trova sola in mezzo al mondo, di fronte ad essa appare non un uomo ragguardevole, ma l'eterna potenza stessa, il cielo quasi si spalanca, e l'io sceglie se stesso, o piuttosto riceve se stesso. In quell'istante l'anima ha visto l'altezza suprema, ciò che nessun occhio mortale può vedere e ciò che non sarà mai dimenticato...L'uomo non diventa diverso da quello che era prima, diventa solo se stesso; la coscienza si raccoglie ed egli è se stesso" (Soren Kierkegaard, Aut-Aut->)

pensare se stessi

NOI siamo QUI.
FUORI non c'è altro
Tra il PENSIERO e le PAROLE si è aperto un abisso.
Il pensiero non ha più alcun ALLEATO che se stesso,
il pensiero ha raggiunto il massimo della solitudine da cinque secoli a questa parte.
Il PENSIERO DELLA SCONFITTA appare il presupposto di ogni procedura razionale umana.
Per pensare, bisogna innanzitutto esser capaci di PENSARSI.
Solo chi è SCONFITTO può ri-cominciare a farlo perché colui che vince non pensa, perché se pensasse non potrebbe vincere. (A.Asor Rosa)

un pensiero finito

"...pensare senza riserve questa fine polimorfa e proliferante del senso, dal momento che è là, soltanto, che noi abbiamo qualche possibilità di pensare la provenienza del senso, e come del senso, ancora, ci perviene."(Jean-Luc Nancy)

oltre il limite estremo

"La leggera colomba, allorché nel suo libero volo fende l'aria di cui sente la resistenza, potrebbe immaginare ch'essa volerebbe assai meglio nel vuoto. Appunto per questo Platone abbandonò il mondo sensibile, perché questo oppone all'intelletto troppi ostacoli differenti, e s'avventurò al di là di questo mondo sulle ali delle idee, nello spazio vuoto dell'intelletto puro". (Immanuel Kant,Introduzione della Critica della ragion pura)

i deliri dell'"homo faber"

solitudine, estraneità e isolamento descrivono la distanza oggi esistente tra gli uomini, la quale non può essere superata da una migliore "gestione del personale" o da congegni perfezionati ", ma solo dall'amore per l'uomo e non per le cose.
The Port Huron Statement-1962

" Il Poeta futuro

supererà l'idea deprimente dell'irreparabile divorzio tra l'azione e il sogno." (A.Breton)

una metafisica laica

" Tranne l'uomo, nessuna creatura si stupisce della propria esistenza."( A.Schopenhauer)

Dalla stabilità al movimento

" Tutta l'infelicità degli uomini deriva da una causa sola: dall'incapacità di restarsene tranquilli, in una camera." (Blaise Pascal)

"la Ragione

è nemica dell'Arte." (Van Gogh)

dal manifesto di Theodore John Kaczynski, alias UNABOMBER

"La rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state un disastro per la razza umana. Esse hanno incrementato a dismisura l'aspettativa di vita di coloro che vivono in paesi sviluppati ma hanno destabilizzato la società, reso la vita insignificante, assoggettato gli esseri umani a trattamenti indegni, diffuso sofferenze psicologiche (nel Terzo mondo anche fisiche), inflitti danni notevoli al mondo naturale".

proseguire l'analisi marxista

strumento essenziale per svelare le "stregonerie" di un sistema economico che produce effetti devastanti per il futuro del pianeta.

un'utopia realizzabile

descolarizzare la società

da RIPENSAREMARX

LUNEDÌ, 29 SETTEMBRE 2008 FACCIAMOLA FINITA! di G.P. Di che si lamentano Liberazione e il Manifesto? Sono anni che ravanano nelle casse dello Stato, cioè nelle tasche dei contribuenti, soldi pubblici per continuare a propinarci le loro meschinità politically correct; roba da vigliacchi in piena regola (considerati i tempi che corrono), nefandezze da “gauche caviar”, da salottieri e pigiamapartysti espressione delle deiezioni bertinottiane e di tutto il becero armamentario ideologico di una sinistra verminosa, sempre più vittima del suo culturalismo d’accatto. E quando la questua statale non bastava o si andava a piangere dal popolo, sul quale si versavano lacrime di coccodrillo per una democrazia messa alle corde, oppure, se proprio non c'era verso di scucire quattrini, si ammiccava ai finanzieri della peggior risma. Andate a bussare da Geronzi, l’amico “interdetto” di Valentino Parlato, come già avete fatto in passato, per farvi rimpinguare il borsello, senza ammorbare noi con il requiem sulla libertà di pensiero e di stampa, questa maledetta libertà rigorosamente aggettivata in tutte le salse dominanti (“borghesi”, si sarebbe detto un tempo).

paradossi del presente

"Più che mai l'umanità deve scegliere tra i due termini dell'alternativa: lasciarsi condurre dallo spiegamento della logica del capitale a una sorta di suicidio collettivo, o al contrario, dare corpo alle gigantesche possibilità umane di cui è portatore lo spettro del comunismo che si aggira per il mondo." (Samir Amin)

TEORIA RIVOLUZIONARIA

" La MODERAZIONE è un'altra delle parole che piace usare agli agenti della colonia; sono moderati tutti coloro che hanno paura o tutti coloro che pensano di tradire in un modo o nell'altro(...)Il popolo non è in nessun modo moderato."
Ernesto Che Guevara

" Se l'anima intensa soffia,

e mugghia furibonda
l'onda scoscesa sull'onda abbattuta, e se l'onda
tuona al capo, immolando un mostro di candore,
e viene dal mare aperto a vomitare la profondità
su questa roccia..." (P.Valéry)

Apocalisse di Giovanni

E quando aprì il settimo sigillo, fu silenzio nel cielo come di mezz'ora.

aracoeli

" A volte - specie in certe solitudini estreme - nei vivi prende a battere una pulsione disperata, che li stimola a cercare i loro morti non solo nel tempo, ma nello spazio. ( E. Morante )

un pensiero illustre

" poiché devo morire spero che la morte possa trovarmi intento a leggere e scrivere. Francesco Petrarca )

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la notte di eroderba

postato da diotima47 [12/04/2009 19:08]

 

 

 

ed è un'abruzzese a dirlo:

sono perfettamente d'accordo con Giacomo Di Girolamo:"scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in abruzzo"(testo in rosa dopo il primo video)

 

oggi, 16 aprile, mi informa eroderba dall'Aquila: è una città fantasma, cumuli di macerie ovunque, una fila lunghissima prima di essere accompagnati a casa a prendere abiti per mamma e altre cose importanti.  Ci porteremo Diamanda, dato che  non si sa quando potremo tornare ad abitare qui. Nel frattempo mi guardo intorno : la cupola di s. Bernardino presenta lesioni gravissime, il ripetersi incessante delle scosse ha lesionato il Teatro, la facoltà universitaria accanto... un silenzio nuovo, sconosciuto, le sagome delle ombre sono cambiate, sembrano immagini metafisiche...ci addentriamo...il primo e il secondo piano di casa mia sono un disastro, crepe, voragini, calcinacci. 

Entriamo, ci viene incontro Diamanda miagolando forte, è sopravvissuta bevendo l'acqua dell'acquario e, forse, facendo un po' della sua caccia grossa in balcone.
Si fa prendere in braccio dai ragazzi della protezione civile, lei, così schiva e ritrosa...la metto nel trasportino...cerchiamo quello che ci serve tra i mucchi di cose cadute dalle mensole e dai cassetti rovesciati, col cuore in gola, con la paura che non ci lascia mai. Nina è con me, siamo stanchissimi...le mura della mia casa sembrano in buono stato, ma chi ci accompagna precisa che, per verificare le condizioni dell'edificio, bisognerà svestirlo del travertino che lo fascia e guardare sotto. Chissà quanto durerà questo incubo! Ci avviamo di nuovo nell'albergo che ci ospita dove mamma aspetta senza rendersi molto conto di quanto è successo
. In questo paese c'è il mare...una vacanza davvero inattesa

eroderba

 

Intanto vengo a sapere che il mio paese, Roccadimezzo, sull'altipiano delle Rocche,  è totalmente disabitato, la gente è rifugiata nelle tendopoli sotto Monterotondo dove un nucleo della protezione civile di Milano sta dando prova egregia di organizzazione ed efficienza. La chiesetta del santo protettore, S.Leucio, è crollata in due parti, le altre chiese sono inagibili, i funerali degli ultimi morti si sono svolti all'aperto. Vengo anche a sapere che all'Aquila, dove ho studiato e mi sono laureata, la mia excasa, situata al piano terra di un antico convento potrebbe esere crollata, nessuno ancora si è avvicinato a quell'immenso cumulo di macerie

lori

 

6 aprile ore 23 circa, mi telefona eroderba: - Lo, ha rifatto il terremoto, che botta , io mamma e Nina ci siamo tenuti per mano sotto l'architrave aspettando che finisse...Mo aspettiamo un po' ma  visto che non è stato dato nessun allarme pensiamo di andarcene a letto. Speriamo bene. -

- Cazzooo, ma come...la protezione civile non interviene? E' da novembre che la terra manda segnali, mi sembra assurdo, state attenti...uffi... -

 

ore 3,45, mi richiama eroderba con voce affannata: Loredana, il finimondo,  una botta tremenda, lunghissima, un boato allucinante, è caduto tutto, hai presente il tagadà? uguale...il televisore s'è spaccato in due, mo stiamo nella piazzetta...la micia diamanda terrorizzata s'è resa introvabile. -

- Oddio Lu, mi sto sentendo male, e mo? e mo? come state? state bene? -

- Dovendo scendere quattro piani di scale in mezzo ai calcinacci con la vecchietta che va troppo lenta abbiamo tentato, consapevoli del pericolo, di prendere l'ascensore che ci si è incastrato tra il primo e il secondo piano.

Ci siamo sentiti come topi in trappola, ho cercato di farlo risalire e abbiamo sentito lo spasimo del motore che si riavviava, siamo riusciti a uscire e piano piano siamo arrivati sotto scendendo tra la polvere e i calcinacci.

Stiamo alla piazzetta davanti alla basilica di S.Bernardino, continua a tremare, una scossa dopo l'altra, una leggera una più forte, gli occhi di tutti sono puntati sulla sottile parete della basilica, trema, trema in continuazione, la basilica regge mentre crolla il tetto della scuola elementare accanto. Ho sete, devo pisciare...-

Si interrompe la comunicazione, cerco di richiamarlo tante volte, non è più raggiungibile.

Mi metto al pc e passo  ore ed ore a ricaricare la pagina per avere notizie, piombando in uno stato di angoscia e rabbia.

 

ore 10 circa, mi chiama eroderba: -  Lo, non puoi capire...ho cercato di farmi strada e arrivare al garage a prendere la macchina...metto in moto, faccio per uscire, si blocca il cancello elettrico, con la forza della disperazione e delle braccia riesco a sgranare il braccetto del cancello, rompo il braccetto apro il cancello e raggiungo mamma e Nina per farle sedere, accendo il riscaldamento, ma mamma deve fare pipì urgentemente, allora prendo una sedia impagliata del piccolo bar accanto, la trasformo in "comoda" così la pipì può farsi strada tra gli spazi della paglia. Trema trema ancora, decido di fuggire verso la costa.

Nina (la ragazza che si cura di mamma) non vuole venire con noi, vuole raggiungere la sua gente che dice di star bene, ci chiede di lasciarla andare, ci abbracciamo con la speranza di ricongiungerci al più presto.

Fuggo verso la costa con mamma accanto, col pensiero di diamanda.

Andiamo a invadere  l'intimità di alcuni parenti, senza avere,però, la possibilità di annunciarci.

 

Pasqua 2009: siamo in attesa di trasferirci nell'albergo messo a disposizione dalla protezione civile, dove tra qualche giorno Nina, che sta bene, dovrebbe raggiungerci.

Noi siamo stati fortunati.

eroderba

 

 

 a te, dolce Ede, amore mio! 

 

 

 

 

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l'uno con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l'economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di "new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town". Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve l'unità di tutta la politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c'è.

Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa, l'Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo", come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d'altronde.

Giacomo Di Girolamo

 

anonimo ha detto:

La realtà è che da anni si sono coalizzati grossi centri di potere politico/economico che fanno solo finta di essere in contrapposizione tra di loro, ma in pratica collaborano per accrescere la loro importanza e la loro forza.
Da tempo si sono accorti che lottare tra di loro voleva dire indebolirsi e si sono coalizzati per ipnotizzare meglio la massa (noi).
In mezzo ci sono tutti: politica in primo piano, alleata con gli industriali,le banche, la mafia, il Vaticano ed i Media.
Senza nemmeno grossi complotti. Non ne hanno bisogno.
I potenti è normale che si incontrino. I mafiosi sono diventati industriali. Tutti sono al limite della legalità, il cui limite viene continuamente spostato.
Ovviamente i burattinai sono pochi, ma in pochi concentrano un potere immenso...molti hanno rilevanza mediatica ma sono adepti, burattini.
E' un processo internazionale, che in Italia è drammaticamente più evidente.

In questa ottica si spiega un po' tutto, se ci pensate.
La cessione da parte dello Stato ai privati di Monopoli (Autostrade, Telecom, Enel, Alitalia, privatizzazione dell'Acqua) sempre allo stesso sparuto gruppo di potere.
Un esempio semplice legato al terremoto? Nel gruppo di controllo di Impregilo ci sono Benetton (Autostrade, Alitalia) e Ligresti (tra l'altro, amministratore delegato di RCS - Corriere della Sera).
Potere, grossi interessi e profitti, voto di scambio e scambio di favori ed appoggi.
I Media sono tutti al loro servizio: non hanno bisogno di mentire...è sufficiente accendere i riflettori dove è più comodo e spegnerli dove è scomodo; oppure distribuire l'informazione nel tempo...insomma le tecniche sono tante.

Arriviamo al Terremoto. Cerco di elencare gli elementi messi in ombra:
PRIMA
1. Era molto probabile che, in mezzo ad uno sciame sismico che continuava da mesi, in una zona di altissima pericolosità, sarebbe avvenuto un terremoto;
2. I responsabili politici erano sicuramente a conoscenza della scarsa aderenza alle norme sismiche del patrimonio edilizio
3. A chi era spaventato per crepe nei muri o altro, veniva risposto di stare tranquillo
4. Non ci sono stati piani di emergenza da parte di Protezione Civile o altro
5. Non è stato fatto NULLA

DURANTE l'EMERGENZA
1. Tutti i riflettori puntati sugli eroi (protezione civile, corpi speciali volontari) e sulle storie commoventi
2. Una Gran parte della popolazione dell'Abruzzo e dell'Alto Lazio sono sfollati...ma vengono semplicemente cancellati
3. Non viene fornito il numero dei dispersi e viene dato solo il numero dei cadaveri recuperati
3. E' stato già attivato il processo per tranquillizzare l'opinione pubblica che l'emergenza è finita e che si può tornare a vivere (e consumare)
DOPO
Il dopo, purtroppo, non è difficile da prevedere.
Un Terremoto è come una piccola guerra; con l'indubbio vantaggio che non c'è nessuno con la colpa di averlo provocato.
Ed è una immane disgrazia per le vittime...ma una MANNA dal CIELO per la lobby dei potenti.
I politici dovranno gestire un fiume di soldi, che sono la linfa per alimentare il potere, i voti e le alleanze;
la Chiesa ha sempre prosperato sulle disgrazie e sulle speranze dei derelitti.
Vogliamo parlare delle Mafie?

Ma perchè la gente comune non vuole vedere questa realtà?

Perchè diventa un DRAMMA personale.

Quando si acquista un po' di consapevolezza si apre davanti a noi un abisso nero, i principi con cui siamo cresciti si incrinano, si perde la speranza, non si sa cosa dire ai propri figli.
Meglio, molto meglio continuare a pensare che, in fondo, vada tutto bene.
Ma non credo che possiamo permettere di realizzare l'ennesimo scempio sulla pelle dei terremotati abruzzesi.
Organizziamoci...Controlliamo...Vigiliamo
Esistono dei punti deboli su cui fare leva..

A presto

12 aprile 2009 16.47

 

 

i prossimi a morire

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 Dacia, ora scrivi una lettera per noi, per noi che siamo stati fortunati!

 

 

 

di riflessione in riflessione 
 
 
come potremmo uscirne?

 

te lo do io il canone, tiè

 

 
l'affare si ingrossa

 
 
 
è una metafora
 
 
come dire... ed ora non ci resta che...
 
 
 
l'unico flash che conosco è quello della mia macchina fotografica ;)